Conflitti istituzionali: Harding fra Congresso e Corte Suprema

Poco più di cento anni fa, le istituzioni americane conobbero una grave crisi determinata dal conflitto fra governo, congresso e magistratura, in occasione di quello che è passato alla storia come Teapot Dome Scandal.

La vicenda ebbe un effetto decisivo sul mandato del 29° Presidente, Warren Harding. Originario del Ohio, cronista e poi proprietario di un giornale locale, il Marion Star, Harding era entrato in politica sostenendo la candidatura del  repubblicano William McKinley nel 1897, per poi divenire nel senatore del suo stato. Da senatore Harding si distinse per l'opposizione alla politica del Presidente W. Wilson, votando contro il trattato di Versailles e la Società delle Nazioni. Campione del liberismo tecnocratico, Harding osteggiò il controllo federale dell'energia, fu fra i promotori del proibizionismo e conquistò la nomination repubblicana nel 1921, battendo il candidato democratico James M. Cox, sia in termini di voti ( 16.153.115 contro 9.133.092) che di Grandi Elettori (404 contro 127). Nel suo governo Harding inserì alcune figura chiave dell'industria e della finanza:  Herbert Hoover self made man e magnate delle miniere, suo vice e successore, e il banchiere Andrew Mellon. Il mandato di Harding  si interruppe prematuramente per la morte del Presidente dopo solo due anni e cinque mesi, il 2 agosto 1923.

Ma l'azione di governo di Harding era già stata ostacolata dagli scandali che attraversarono quegli anni, partendo dalla decisione di trasferre la supervisione delle riserve petrolifere navali dalla marina al Dipartimento degli Interni,  nel 1921. A margine di quella decisione il Segretario degli Interni Albert B. Fall concesse segretamente a Harry F. Sinclair della Mammoth Oil Company (lo stesso dello scandalo petroli denunciato nel Parlamento italiano da Giacomo Matteotti) i diritti esclusivi sulle riserve della zona del Teapot Dome nel Wyoming. Altre simili concessioni furon date a Edward L. Doheny della Pan American Petroleum Company per le riserve di Elk Hills e Buena Vista Hills in California. Il Senato indagando sulle concessioni scoprì che Fall e i membri della sua famiglia avevano ricevuto più di $ 200.000 in obbligazioni da una società controllata da Sinclair. Emerse anche un prestito fatto a Fall dalla Pan American, e mai rimborsato.  Il Segretario agli Interni dovette dimettersi e divenne poi il primo membro del govermo americano a essere condannato a una pena detentiva, che toccò anche a Sinclair per oltraggio al Congresso.

Il conflitto istituzionale esplose quando il Congresso ordinò al presidente Harding di annullare le concessioni, e Harding si oppose, innescando una battaglia giudiziaria che arrivò sino alla Corte Suprema (McGrain vs Daugherty). Nella storica sentenza, approvata all'unanimità e firmata dal Chief Justice William H. Taft (ex Presidente degli Stati Uniti) e dai giudici Oliver W. Holmes Jr. e Louis Brandeis, il conflitto fra Governo e Congresso fu risolto stabilendo in maniera definitiva che il Congresso ha il potere di imporre ai testimoni di rispondere davanti alle sue commissioni.

Il Presidente Harding non ebbe conseguenze personali per il ruolo tenuto nella vicenda, che comunque oltre a intralciare l'azione di governo, probabilmente fu una delle cause del malore che mise fine drammaticamente alla sua vita.

La regola stabilita dalla Corte Suprema sentenza McGrain vs Daugherty costituisce un elemento indiscusso del sistema costituzionale americano, integrando i poteri di controllo del Congresso sull'Esecutivo, anche per via giudiziaria. Una regola che potrebbe tornare in discussione nei prossimi mesi.

https://www.wyohistory.org/encyclopedia/teapot-dome-scandal
https://www.fjc.gov/sites/default/files/trials/Teapot Dome Student Handout.pdf
https://www.oyez.org/cases/1900-1940/273us135