Nelle Corti Supreme statali la partita del controllo politico
Il Presidente Trump occupa le prime pagine dei giornali a colpi di ordini esecutivi e sparate mediatiche, ma la sua strategia si realizza poi con una serie di atti politici ben calibrati, e molto meno visbili. In un clima di aumentata conflittualità fra governo federale e sistema giudiziario, non sorprende quindi se gli osservatori danno per certo che lo stesso Trump e il suo vice Vance, facciano nei prossimi giorni un viaggio elettorale nel Wisconsin, teatro della corsa per l'elezione di un nuovo giudice della Corte Suprema locale, prevista per prossimo il 1° aprile 2025. Nè sorprende che il vice sostanziale di Trump, Elon Musk, stia spendendo alcuni milioni di dollari, una minima frazione della sua fortuna personale, per influenzare quell'elezione.
Negli Stati Uniti ci sono 52 corti supreme statali, che contano 344 giudici, scelti con modalità diverse: elezioni popolari, nomine governatoriali, nomine da parte di commissioni legislative statali. In alcuni casi dopo un primo mandato iniziale, il giudice deve sottoporsi allo scrutinio elettorale per rimanere nella corte.
Nel Wisconsin vige il sistema elettorale puro: dopo il ritiro del giudice Ann Walsh Bradley, solo due candidati hanno concorso per le primarie di febbraio, che sono state quindi annullate, e Susan Crawford e Brad Schimel sono emersi come i soli due candidati per il decennale mandato alla Corte Suprema di Madison.
Formalmente si tratta di elezioni apartitiche, ma come ormai accade regolarmente i candidati sono direttamente sostenuti dai partiti politici: così è sia per Crawford, democratica, che per Schimel, ex procuratore generale repubblicano dello stato. Nell'ultima elezione di questo tipo tenuta nel Wisconsin nel 2023, la giudice progressista Janet Protasiewicz ha sconfitto il repubblicano Daniel Kelly 55,4/44,4, e quella Corte ha da allora una maggioranza liberal.
A conferma della polarizzazione degli schieramenti anche a questo livello delle istituzioni americane, il giornale locale "Wisconsin Watch" ha calcolato che prima del 2023 la corte aveva deciso 61 casi con una maggioranza conservatrice 4 contro 3, e che addirittura in 50 di questi casi il voto decisivo era venuto dal giudice conservatore poi sotituito.
Crawford è un giudice della Corte distrettuale statale (contea di Dane), che aveva lavorato come avvocato per l'ufficio del procuratore generale dello stato e come consulente legale dell'ex governatore democratico James Doyle. Nel programma elettorale di Crawford al primo posto"la protezione dei diritti fondamentali e delle libertà dei cittadini del Wisconsin secondo la nostra costituzione", con un accento sulla questione sicurezza. Crawford ha fatto esplicitamente campagna per il mantenimento dell'equilibrio della Corte, dicendo: "Per la prima volta da anni, abbiamo una maggioranza in tribunale concentrata sull'ottenere i fatti corretti, seguire la legge e proteggere i nostri diritti costituzionali. Non possiamo rischiare che questo progresso venga invertito". Se eletta, Crawford andrebbe così a raggiungere i giudici Ann Walsh Bradley, Rebecca Dallet, Jill Karofsky e Janet Protasiewicz, che i media locali descrivono come giudici liberali.
Perr contro Schimel presiede attualmente una Corte distrettuale (cntea di Waukesha) dopo essere stato procuratore generale dello stato dal 2015 al 2019, nelle fila repubblicane. Schimel si presenta come un giurista che "ha dedicato la sua carriera alla difesa delle vittime, al supporto delle forze dell'ordine e alla garanzia che i criminali siano ritenuti responsabili", e incassando per questo il sostegno della Wisconsin Professional Police Association. Inoltre ha detto che con la sua candidatura intende "ripristinare la fiducia nella gente del Wisconsin in un sistema giudiziario equo e imparziale." Inevitabilmente per Schimel la corte nella compsizione attuale ha "imposto alla gente del Wisconsin la propria volontà" ed è necessario "ribaltare la maggioranza liberale della Corte Suprema".
Secondo i media locali , i candidati e i gruppi che li sostengono hanno speso sin qui quasi 59 milioni di dollari (25,5 Crawford e 33,3 milioni Schimel), il che fa di questa l'elezione giudiziaria più costosa nella storia degli Stati Uniti.
La motivazione dell'interesse diretto dei miliardari che reggono la Casa Bianca, e dell'enorme investimento correlato, va oltre i pur essenziali pronunciamenti che la Corte del Wisconsin farà su questioni come aborto, regole sindacali e revisione dei distretti elettorali. Ma oltre alla decisiva influenza sulla direzione che prenderà lo statodel Wisconsin, si tratta di un capitolo del strategia del controllo del sistema giudiziario americano, iniziato con i colpi di mano repubblicani al Congresso alla fine dei mandati di Obama e Trump. Quelle due circostanze ai limiti della correttezza istituzionale, portarono con procedure opposte, alla nomina di due giudici conservatori alla Corte Suprema, da allora a maggioranza conservatrice. La strategia di D. Trump è di rafforzare in modo convergente i poteri presidenziali e quelli degli stati, depotenziando il congresso e controllando la magistratura. Un gioco che rischia di alterare l'equilibrio dei poteri.