Voci dall'America

2 Novembre 2020 North Carolina Tutte le previsioni sono possibili

In North Carolina tutte le previsioni sono ragionevoli. Nel 2016 Donald Tump aveva catturato i 15 delegati dello stato con un margine di meno di tre punti su Clinton, pari a 173.315 su quasi 5 milioni di elettori.

In modo eguale e contrario si era risolta nello stesso anno la corsa per la carica di Governatore, vinta da Ray Cooper, avvocato, ed ex procuratore generale dello stato, eletto con una risicatissima maggioranza sul rivale repubblicano (10.000 voti su 5 milioni di elettori).

I sondaggi attualmente danno in lieve vantaggio Biden su Trump, dopo avere oscillato negli ultimi mesi indicando ogni volta risultati diversi, ma sempre con margini ristretti, al di sotto di due punti.

La corsa al Senato della Carolina del Nord ha visto impegnati finanziamenti per più di 250 milioni di dollari di spesa, senza che nessuno dei due candidati riuscisse a prendere un margine di sicurezza nei sondaggi.

Il candidato repubblicano Tom Tillis, senatore uscente, ha sostenuto con moderazione Trump su tutte le questioni brucianti degli ultimi quattro anni, con la sola eccezione di un relativo faccia sul cambiamento climatico, che ammette senza però chiedere la ratifica degli accordi di Parigi sul clima. Durante la campagna Tills è stato costretto all'isolamento dopo aver contratto il Covid-19.

L’avversario democratico, Cal Cunningham, avvocato di Salem nel cuore dello stato, ex ufficiale dell’esercito, ha mantenuto un profilo moderato aderendo solo parzialmente alla campagna democratica sulla svolta ecologica, e senza abbandonare le parole d’ordine law & order sulle questioni della sicurezza interna e internazionale. Ha avuto la sua quarantena durante la campagna, ma dopo aver dovuto confessare una relazione extraconiugale.

I Repubblicani giocano tutte le loro carte sulla prevalenza della campagna presidenziale nella scelta degli elettori, come suggerisce il massiccio supporto dato al senatore Tillis dai vertici del Partito Repubblicano, dal vicepresidente Mike Pence, al senatore del Texas Ted Cruz all’ex ambasciatore alle Nazioni Unite Nikki Haley, e nella fase fina dallo stesso Presidente che è apparso negli eventi di chiusura. Al contrario Cunningham moltiplica i suoi sforzi per orientare il dibattito elettorale in chiave locale, puntando sulla parte di elettorato moderato meno soddisfatto del primo mandato di D. Trump.

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