La democrazia USA che funziona: il New York Times
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La democrazia USA che funziona: il New York Times

L'editore del New York Times, Arthur Gregg Sulzberger, ha pronunciato  un discorso a Lansing nella sede dell'università del Michigan (Michigan State University) in occasione del 175° anniversario della testata, ripercorrendo la storia del giornale, e definendone le linee guida editoriali e aziendali.

Sulzberger é il sesto membro della famiglia a ricoprire il ruolo di editore del Times, ed ha contribuito alla svolta radicale che il giornale ha compiuto nel 2014, quando venne elaborato il Innovation Report, che analizzava le risposte che l'organizzazione editoriale doveva dare all'ultima  evoluzione dell'era digitale, l'Intelligenza Artificiale. Quel rapporto é diventato un modello "su come trasformare un azienda storica in una nuova era". Dalla prima copia venduta nel marzo del 1851, secondo Sulzberger, l'azienda editoriale del NYT ha mantenuto "un approccio al lavoro inteso come responsabilità di custodia, guidata da due impegni fondamentali e imprescindibili: il valore ed i valori" (to value and values). Il valore sta nel prodotto realizzato, perseguendo l'eccellenza in modo ossessivo senza inseguire le mode, con estrema competenza professionale e una attenzione profonda ed autentica  verso il cliente-lettore. I valori come indipendenza, integrità e servizio pubblico, pur meno tangibili, sono la chiave della continuità e del successo, e hanno senso se vengono messi davanti al profitto, cosi come in ogni attività pubblica l'interesse comune deve venire prima dell'interesse personale. La missione della famiglia Ochs - Sulzberger  e proteggere e rinforzare il NYT quale istituzione americana fondamentale, restando fedeli alla visione della gestione responsabile guidata dal valore e dai valori.

Dal fondatore, Adolph Ochs, ad oggi, la strategia della famiglia non e cambiata: puntare con decisione sul valore anche nei momenti di difficolta economica, restando fermi sui valori. Adolph Ochs dovette resistere alle pressioni iniziali dei finanziatori ed a quelle dei politici corrotti del secolo XIX, e allo stesso tempo capire e sfruttare le nuove tecnologie di allora, la fotografia e la radio, reinvestendo continuamente nel giornale per garantirne solidità e perennità.  La generazione successiva, Arthur Hays Sulzberger, continuò l'opera nel Novecento, resistendo alla depressione e alle difficoltà della Seconda Guerra mondiale, quando messo di fronte alla scelta fra riduzione del prodotto editoriale o della componente pubblicitaria, scelse di mantenere la qualità del prodotto a scapito del margine di profitto. La successiva generazione, brevemente Arthur Hays e poi Arthur Ochs Sulzberger, dovette affrontare nel dopoguerra la crescita della televisione e quindi la congiuntura economica e finanziaria dovuta alla crisi energetica. La scelta fu ancora di aumentare l'offerta e i contenuti del prodotto, raddoppiando il numero delle sezioni quotidiane e introdurre nuove rubriche dedicate a scienza, sport e stili di vita. In un periodo di crisi nazionale il NYT  visse in contro tendenza una forte crescita aziendale. Infine la penultima generazione ha dovuto affrontare la concorrenza di internet, ed ebbe la lucidità di capire che non si trattava di un semplice cambiamento tecnologico, ma di una rivoluzione culturale: il NYT fu il primo giornale ad offrire abbonamenti a pagamento per i contenuti digitali. La trasformazione del gruppo editoriale fu totale, con la vendita di tutte le attività collaterali che non fossero il giornale stesso (giornali, riviste, emittenti televisive, siti web) tagliando tre quarti dei posti di lavoro  nelle posizioni amministrative e commerciali, ma senza toccare l organico giornalistico, e anzi investendo nella dimensione e professionalità della redazione. Come risultato il NYT é oggi il giornale che conta piu abbonati digitali nel mondo: si calcola che abbia il 25% dei 54 milioni circa di abbonamenti digitali esistenti.

Il filo conduttore della storia del NYT é l'indipendenza giornalistica: pubblicare tutte le notizie senza tener conto degli effetti potenzialmente negativi su lettori o inserzionisti pubblicitari, e senza farsi condizionare dalla politica. Gli editori del NYT hanno resistito alle lusinghe di William "Boss" Tweed che chiedeva di non parlare sul giornale di corruzione politica, alle pressioni di J. F. Kennedy che chiedeva una copertura orientata a difendere la guerra in Vietnam, e alla richiesta esplicita di G. W. Bush di allinearsi alla politica anti terrorista della sua amministrazione dopo il 11 settembre 2001. Non dimenticando la pubblicazione dei Pentagon Papers nel 1971 e la recente resistenza alle pressioni di D. Trump.  

Tutto questo, a parere di Sulzberger, é stato reso possibile dal rispetto per il lettore-cliente unito al senso di responsabilità familiare che mette al centro la continuità aziendale. Come richiesto nel testamento di Adolph Ochs, la famiglia ha preservato l'indipendenza editoriale e l'integrità del giornale, tenendolo al riparo libero da influenze occulte e dedito al bene pubblico. A questo fine le generazioni che si sono succedute, hanno rinunciato a guadagni potenziali immediati a vantaggio delle generazioni future. Non hanno mai rinunciato ad investire nel giornale, dando modo a manager e giornalisti di qualità di fare un prodotto eccellente ed allo stesso tempo di fare evolvere l organizzazione in modo da renderla adeguata ai tempi, alle tecnologie e alle referenze dei consumatori. Il profitto serve per investire, anche quando la nuova concorrenza, come Google, genera in un solo giorno piu profitti di quanti ne generi il NYT in un anno. Ciò non ostante l'attuale generazione al comando ha raddoppiato l'organico redazionale negli ultimi dieci anni, triplicando le inchieste, adottando nuove soluzioni in formato di podcast e newsletter (The Daily  - The Morning)  e ampliando i contenuti che raccolgono il maggiore interesse del pubblico, come le ricette di cucina, lo sport e i videogiochi.

Non senza una punta di orgoglio, Sulzberger ha concluso che: "Mentre il Times celebra il suo 175° anniversario, gli Stati Uniti celebrano il loro 250°. Non è un'esagerazione affermare che la storia della nostra grande nazione e quella del suo giornale di riferimento siano indissolubilmente legate. L'impegno dell'America a favore della libertà di espressione e di indagine, sancito dal Primo Emendamento, ha reso possibile il modello di giornalismo del Times, condotto senza timore né favoritismi. A sua volta, il nostro giornalismo ha offerto al pubblico una fonte affidabile di notizie e informazioni, rafforzando il Paese — la sua economia, la sua sicurezza, il suo tessuto civile — in innumerevoli modi". E a titolo di impegno per il futuro: "il nostro obiettivo principale è di aiutare persone di ogni estrazione a comprendere meglio gli eventi e la loro importanza, favorendo un coinvolgimento più profondo con la realtà".

Il testo completo del discorso é disponibile su https://www.nytimes.com/2026/09/30/opinion/new-york-times-family-ownership-stewardship.html

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